Una piccola storia

Sì, una piccola storia, piccola come erano i gattini abbandonati davanti al rifugio in una scatola di cartone. Era il 30 Settembre, ed i gattini erano questi:

Avevano circa 2 settimane, età in cui i gattini dipendono completamente dalla mamma, non solo per il nutrimento e per le essenziali funzioni biologiche, ma anche per il calore, che non sono ancora in grado di generare. Occorre tenerli sempre al caldo, per evitare l’ipotermia, che è fatale. Non basta una coperta di lana, occorre qualcosa che produca calore, come una lampada ad infrarossi o una tappetino termico.
Farli crescere senza la mamma non è solo un impegno, ma anche una sfida: più piccoli sono e più la loro sopravvivenza è a rischio: un gattino tolto alla madre appena nato è quasi impossibile che sopravviva.

Dovrebbero tenerlo ben presente le persone che – invece di sterilizzare le loro gatte – scelgono e decidono di prelevare i cuccioli, togliendoli alla loro madre, per abbandonarli in un giardino, in un sacchetto, in un cartone, persino nei bidoni dell’immondizia, qualunque gesto non è abbastanza spregevole, pur di liberarsene.

Le conseguenze sono gravi anche per le mamme gatte, che non solo si disperano alla ricerca dei loro cuccioli, ma soffrono anche fisicamente, per il carico di latte che non possono dispensare e che può farle ammalare.

Ma torniamo ai nostri cuccioli. Abbiamo dovuto muoverci in fretta perché i piccoli vanno alimentati spesso e scaldati, quindi trovate a tempo record due volontarie – due gattini ciascuna – (perché allevarne uno è già impegnativo, figurarsi 4 !) abbiamo da subito cominciato a prenderci cura di loro.

Il primo problema è stato il latte artificiale in polvere, che ovviamente non è tollerato come quello materno e nemmeno così protettivo per i cuccioli, ma non ci sono alternative … comunque i piccoli, affamati, si attaccano ansiosi al biberon, mordendo, graffiando con le unghiette, innervositi e sconcertati da una situazione “innaturale”, poi finalmente trovano la sistemazione giusta e succhiano voracemente. Meno male !

LINK a un piccolo video in cui una gattina viene allattata.

I primi giorni sono i più difficili: i gattini faticano ad abituarsi al biberon, hanno problemi al pancino, ma devono essere allattati spesso, anche di notte, inoltre hanno bisogno di vicinanza, cercano il calore di un altro corpo, di un altro battito, di un altro respiro e si attaccano al collo di chi li nutre e li coccola, non vorrebbero separarsi mai, …ma sono adorabili.

Dopo una quindicina di giorni si comincia con lo svezzamento, i piccoli dormono un po’ di più di notte, sono meno dipendenti dal calore e… cominciano a giocare: uno spasso !!! poi crollano sfiniti.


Sono così belli, dolci e coccoloni che chi li vede se ne innamora subito e… non hanno ancora due mesi che già hanno trovato una casa e vengono tutti adottati: purtroppo devono separarsi dai fratellini ma nelle nuove famiglie ci sono persone che li amano, li coccolano e li fanno giocare e che li terranno con sè per sempre, sereni e protetti – e forse, in questo caso – non avranno nemmeno memoria del bruta epilogo che hanno rischiato poco dopo la nascita.

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